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  • angie19909

COME STRAVOLGERE LE TRADIZIONI DI NATALE: Cappelletti alla canapa in brodo di cappone

NATALE 2021

Approfitto di questo post per farti i miei più cari auguri di cuore.


Auguro a te di passare questo giorno in serenità e con le persone che preferisci.

Io ho sempre adorato il Natale.

Le preparazioni, gli addobbi, la neve che mi fa sempre spuntare un enorme sorriso e tornare bambina.

Ho sempre passato questa giornata in famiglia e ho bei ricordi a riguardo.

Negli ultimi anni però, qualcosa in me è cambiato.


La passione per il viaggio è qualcosa che ti spinge sempre un po' più in là…e questo momento è sempre il migliore per partire.

Crescendo le abitudini cambiano e alle volte anche le famiglie prendono strade differenti.

Ho adorato il Natale in catamarano, in mezzo all’oceano in Messico a sorseggiare tequila.

L’ho amato profondamente nelle isole più belle della Tailandia e a Tenerife, con vecchi e nuovi amici.

Quello che posso dirti, è che ovunque fossi, ho sempre fatto in modo di preparare un pranzo con i fiocchi perché per me è importante.

Quei sapori che fanno riaffiorare il ricordo dell’infanzia, dello stare insieme e che mi fanno sentire a casa ovunque io sia, ecco, questo per me è il Natale.


Quest’anno sono a casa, stretta alla mia famiglia o meglio, parte della mia famiglia e con la mia bambina canina, Ghada.


In questo giorno di festa la tradizione la fa da padrona!

In Romagna, il giorno di Natale è sinonimo di cappelletti in brodo di cappone! Ma anche quest’anno ho voluto stravolgere la tradizione con un tocco di pazzia e innovazione; ti presento:

CAPPELLETTI ALLA CANAPA IN BRODO


Li ho preparati con amore, insieme alla Nonna Gilly, perché è con lei, nonostante i nostri battibecchi, che amo fare la pasta fresca.



I cappelletti in brodo, i veri cappelletti romagnoli, sono il piatto simbolo delle feste.

Sono così chiamati per la loro forma a cappello.

Non esiste che in Romagna manchino questi piccoli tesori della cucina quando si deve festeggiare, soprattutto durante il pranzo di Natale.

Una volta erano il piatto per eccellenza, quello che si mangiava una sola volta all’anno nelle ricorrenze più importanti e sempre in brodo.

Pensa che una un tempo la preparazione della sfoglia rappresentava anche il metro di giudizio con il quale il marito e la suocera misuravano le qualità della giovane sposa, tanto era importante questa preziosa arte.


Oggi trovano spazio sulle nostre tavole sempre più spesso, anche asciutti e conditi con ragù; un must!


Dobbiamo questo, ed altri straordinari piatti, all’eccellenza del maestro Pellegrino Artusi.


Oggi, con molta umiltà, ti presento la mia versione innovativa e sperimentale a base di canapa.

CAPPELLETTI ALLA CANAPA (gr...)


Per il ripieno:

  • 500gr ricotta di pecora

  • 250gr di ravigiolo

  • 100gr di mascarpone

  • 100gr mortadella bologna igp fresca

  • Scorza di limone non trattato

  • Sale qb

  • Pepe bianco qb

  • Noce moscata qb

  • 1 uovo


Per la pasta:

  • 6 uova gialle

  • 35gr farina di canapa

  • 265gr semola rimacinata

  • 300gr farina tipo 1

  • Sale un pizzico

  • 4 cucchiai di Olio evo

  • Acqua (all’occorrenza)

Procedimento pasta: Metti la farina a fontana sul tagliere facendo un buco al centro con le mani.

Rompi le uova al centro del cratere e mescola, aggiungendo sale, acqua o olio a piacimento. Sbatti gli ingredienti con la forchetta incorporando la farina. Parti dai bordi, incorporando la farina gradualmente in modo che le uova si amalgamino bene.

Per impastare puoi aiutarti, all’inizio, con una forchetta e quando il composto sarà più solido puoi procedere a mano fino a ottenere un composto omogeneo ed elastico; se viene troppo morbida, aggiungere un po’ di farina; se è troppo soda, un po’ d’acqua o olio (per la pasta ripiena è consigliabile l’aggiunta di acqua all’impasto).

Lavora con il palmo delle mani appoggiandoti con tutto il peso, alternativamente sul polso destro e su quello sinistro. Ogni tanto è bene infarinare la spianatoia e fare in modo che non si formino grumi.

Non avere paura di strapazzare la pasta, mettici sopra il tuo peso, spingendo con il petto. Una volta, si diceva che le migliori sfogline erano quelle con il seno molto generoso, perché avevano più peso da “applicare”.

A questo punto, copri la pasta con la pellicola e mettila in frigorifero per almeno mezz’ora.

Dopo il riposo, è il momento di stendere la pasta con il mattarello, cercando di applicare la medesima forza sulle due mani per ottenere una sfoglia omogenea e dalla forma rotondeggiante. Prima di partire, infarina bene il tagliere e poi anche il mattarello. Fai pressione con regolarità, girando la sfoglia spesso, poiché deve essere di forma rotonda e “crescere” in maniera uniforme. Io per praticità ho utilizzato la nonna papera per stendere la pasta.


Procedimento ripieno:

In una ciotola capiente unisci tutti gli ingredienti ed amalga fino ad ottenere un composto omogeneo.

Assaggia sempre il composto per poterlo, in caso, correggere a tuo piacimento.

Se la ricotta o il raviggiolo fossero troppo morbidi, usa un solo uovo.


Procedimento chiusura del cappelletto:

Per tagliare la pasta ho utilizzato un coppa pasta rotondo (circa 5 cm di diametro) per ottenere una forma un po' più elegante, anche se la tradizione casalinga vuole un taglio quadrato, fatto con la tradizionale rotella.

Adagia il composto in mezzo ai dischi (io mi sono servita di una saccapoche) e piegali in due, formando una mezza luna; poi prendi le due estremità della medesima, riunendole insieme otterrai il cappelletto.


Se la sfoglia ti si asciuga rendendo difficile la chiusura del cappelletto, bagna le estremità con un dito intinto nell’acqua, altrimenti rischi che ti si aprano in cottura.


Auguri

-Angie-


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