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  • Angelica Foschi

THAILANDIA DEL MIO CUORE parte 2°

Aggiornato il: 21 lug 2020

Dopo essere ritornata dal primo viaggio in Thailandia, una sola stagione lavorativa al mare bastò per annientare la pace che il viaggio mi aveva lasciato e per tutto il tempo non avevo fatto altro che pensare e programmare il prossimo.

Così l’anno seguente lasciai lavoro e casa per ripartire con un nuovo compagno.

Progettammo di partire per la Thailandia, ormai mi ero innamorata, c’era ancora molto che volevo vedere, c’ero già stata e sapevo come muovermi e anche per ricaricarmi di energia positiva dato che ne avevo molto bisogno e poi bho?...il resto era ancora un incognita.

Arrivammo a Bangkok e decidemmo di fare il Nord per cominciare.

Prima di diventare esperti si prende sempre qualche “pacco” e lo imparammo ben presto, perché non eravamo ancora consapevoli di poter far tutto in maniera autonoma e con i mezzi statali invece che con i tour organizzati come capimmo in seguito.

Dopo qualche giorno di soggiorno a Bangkok partiamo in direzione di Ayutthaia e Sukhothai (entrambi Patrimonio dell’UNESCU), dove ci perdiamo tra le rovine delle città antiche, per poi decidere di andare a Chang Mai e fermarci per un po'. Chang mai è una delle città più belle della Thailandia che vanta centinaia di templi meravigliosi, una parte vecchia e una nuova della città divise da un fiume che circonda la prima. Piena di colori, mercati e night bazaar offre anche la possibilità di fare escursione nei dintorni così abbiamo deciso di noleggiare un motorino e andare all’avventura. Con una coppia incontrata nel tragitto siamo andati a visitare il Canyon che ci ha lasciato senza parole, nel quale ci siamo potuti rinfrescare facendo il bagno. Dopo aver visitato altri templi lungo la via e un Botanic Garden davvero particolare siamo rientrati. Con la coppia e un altro ragazzo ci siamo organizzati per uscire in una serata sensazionale di cui non eravamo al corrente. Uscendo, ci siamo trovati davanti ad una città gremita di gente nella quale non sapevamo nemmeno come muoverci. Ad un certo punto l’atmosfera è diventata magica e piano piano il cielo ha cominciato ad illuminarsi con centinaia di lanterne infuocate che volando verso l’alto si confondevano tra le luci delle stelle dando vita ad uno degli eventi più spettacolari della Thailandia il Loi Krathong (significa “cesto galleggiante”) o festival delle luci. Senza saperlo eravamo in una delle città più suggestive da dove godere lo spettacolo di questo evento. In questa festività vengono lanciate in aria le lanterne e in mare o nei corsi dei fiumi vengono lasciate andare migliaia di cesti, di materiale naturale come ad esempio legno o foglie di banano, che vengono poi decorati con fiori, foglie, candele e bastoncini di incenso. Prima di lasciar scivolare via i Krathong le persone pregano per richiedere il perdono o esprimere un desiderio. Anche noi, insieme agli altri ragazzi abbiamo fatto partire la nostra lanterna che però, probabilmente per la poca manualità, si è schiantata nel primo albero rischiando di incendiare tutto, però è stata comunque una bellissima esperienza.



Dopo qualche tempo abbiamo deciso di continuare a salire e passando per Chang Rai, dove abbiamo visitato le sue fonti di acqua bollente e sulfurea e il famosissimo e stupendo White Temple. Sono rimasta stregata dalla sua bellezza, dalla lucentezza, dal ponte e dalle statue degli spiriti che spuntano da sotto con i teschi e le mani che sembrano volerti raggiungere anche se poi entrando sono rimasta un po' delusa dagli affreschi dei cartoni animati come Doraemon, Kong Fu Panda, Spiderman, Superman e molti altri.

Proseguendo siamo giunti a Pai, l’altro luogo che mi è rimasto dentro. Con la sua carica di calma e spiritualità, l’infinito silenzio, il fiume, le distese di verde la natura sembra parlarti. Un luogo dove il tempo si ferma e tu non puoi fare altro che fermarti a tua volta. Un paesino di hippies, con il mercatino serale e tantissimi ristorantini vegetariani e centinaia di backpacker come noi carichi di sorrisi ed esperienze da condividere. Ci siamo fermati un bel pò per assaporare a pieno questo luogo, prendendoci un motorino e girandola in lungo e in largo, visitando le famose coltivazioni di fragole, le hotspring con tantissime pozze a scale che cambiano temperatura man mano che si scende. I numerosi templi, il gigante Bhudda bianco, da raggiungere dopo centinaia di scalini che ti mostra una vista mozzafiato. Fino ad arrivare ai confini con il Myanmar, in motorino, con un'altra coppia di ragazzi, nel giorno peggiore che potessimo scegliere, dove un temporale ci ha sorpresi sulla strada piena di tornanti di montagna (davvero scivolosi), con un freddo micidiale, (a cui ovviamente non eravamo né pronti nè tanto meno attrezzati) dove abbiamo temuto più volte per la nostra incolumità, per via della nebbia e della scarsa visibilità, data dal buio e dalla pioggia incessante che ci impediva di tenere gli occhi aperti.

Tutto incredibile ciò che accade in questo luogo e forse anche per questo così prezioso.


Ricaricati nel cuore, negli occhi e nello spirito abbiamo deciso di andare al mare e dirigerci direttamente a Kho Tao, dove dovevo preparare tutto l’occorrente per lo stand al festival che questa volta era tutto nelle mie mani e dovevo aprire e gestire in autonomia con il mio compagno per lo meno per i primi giorni.

Momento di incontro e connessione straordinaria tra musica e persone, il festival si è concluso e abbiamo deciso di tornare nella mia amata Ko Pangan dove ci saremmo rincontrati con tutti gli amici conosciuti alla festa e ritrovati abbiamo scelto di restare qualche mese nel più completo relax, tra feste, divertimento, spiagge mare e totale spensieratezza.


Infine, quando i soldi hanno cominciato a scarseggiare, abbiamo deciso di cambiare e pronti per una nuova esperienza e alla ricerca di lavoro abbiamo optato per l’Australia, meta che c’era stata anche consigliata da molti ragazzi come noi, incontrati nel nostro viaggio.

#thailandia #angiehungrywanderlust #paesedeisorrisi

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